Il paradosso del Bianco e Nero: Realtà o Immaginazione?

La tradizione del “bello a prescindere”

Esiste una consuetudine quasi dogmatica nell’associare la street photography e il reportage al bianco e nero. Spesso si pensa che una foto monocromatica sia intrinsecamente colta, elegante, “artistica”. Ma siamo onesti: se una fotografia è vuota o tecnicamente fallimentare, il bianco e nero non la salverà. Una foto brutta è brutta e basta, con o senza colore.

Perché allora continuiamo a preferirlo? Le risposte sono più profonde di quanto sembri.

Tra caverne e frigoriferi: l’utilità del colore

Alcune teorie suggeriscono che l’essere umano, nel suo profondo, non pensi a colori. Per i nostri antenati, il colore era uno strumento di sopravvivenza, un segnale ancestrale per distinguere la carne fresca da quella marcia o la frutta matura da quella velenosa. Una funzione pratica legata alla conservazione, non all’estetica.

Nella fotografia moderna, il colore è spesso gestito dal firmware della macchina fotografica, che significa una reimpostazione fatta da altri: una “pseudo-realtà” preconfezionata da algoritmi, preparati da ingegneri e matematici. Sono altre persone che decidono per noi quale tonalità dare al mondo. Il bianco e nero, al contrario, ci libera da questa gabbia: è l’immagine libera per definizione.

Il Bianco e Nero come libro, il Colore come film

La vera forza del bianco e nero risiede nella sua capacità di non “impiattare” la realtà. È fatto di linee, forme pure e chiaroscuri che non distraggono la mente.

Il tradimento della trasposizione: Il caso Tolkien

Chi ha letto Il Signore degli Anelli prima dell’avvento dei film sa bene di cosa parlo. La battaglia degli Ent contro gli orchetti che avevamo “stampato in mente” era l’unica vera. La versione cinematografica, pur essendo una produzione maestosa, scimmiotta la trama e impone un’iconografia diversa, inserendo descrizioni inesistenti, sbagliate e grottesche, distanti dall’essenza che avevamo immaginato tra le pagine.

In fotografia accade lo stesso: il bianco e nero rispetta l’immaginazione dell’osservatore, lasciandogli lo spazio per colorare la foto con il proprio pensiero. Per questo, paradossalmente, una foto in bianco e nero può risultare più “vera” e pertinente di una a colori: perché non cerca di copiare la realtà, ma invita a interpretarla.

filipposecciani
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