Le mie opere sono io

Dicono che l’arte oratoria sia un dono, ma per me è una sfida. Quando parlo, spesso i miei discorsi sono fatti di mugolii e lunghi silenzi; le parole, a volte, arrivano in modo noioso e faticoso. 
Scrivere mi riesce meglio senza la presunzione di essere un letterato, ma con il piacere di trovare una riga brillante che sappia strappare un sorriso.
Con la fotografia, però, è differente, non è solo carta stampata, sali d’argento o schizzi d’inchiostro. È una relazione coinvolgente, una trasposizione visiva dell’essenza. Il vero soggetto non è l’oggetto che vedo nel mirino, ma la sensazione che mi trasmette. Che sia il volto segnato dall’esperienza di un uomo, la linea sinuosa di un’auto di pregio o la tenerezza infinita negli occhi di un “cagnone”, il mio obiettivo è raccontare una storia. Bellezza, amore, stupore e incredulità passano attraverso i miei scatti prima ancora che attraverso le mie parole.
Il mio studio? Non ha confini certi. Abito e lavoro in uno specifico luogo, ma la mia luce mi segue ovunque: grazie a un sistema d’illuminazione mobile, posso trasformare qualsiasi spazio nel set ideale. Tuttavia la mia vera “scrivania” è il paesaggio che mi circonda. Mi trovate tra le colline della Valdichiana e della Val d’Orcia, lungo le rive del Trasimeno, tra le pietre storiche di Arezzo e Siena, o ovunque la costa tirrenica regali una luce che merita di essere fermata.
Se volete sapere chi sono, guardate le mie gallerie: ogni luce che ho scelto, ogni inquadratura che ho cercato, racconta di me molto più di quanto farebbe un ritratto. Le mie opere sono io.